Gli assegni circolari sono predisposti dall'istituto bancario quando il denaro necessario al pagamento è già disponibile presso l'istituto stesso.
Si tratta di un titolo di credito all'ordine emesso da un istituto di credito a ciò autorizzato dalla Banca d'Italia, ed è esigibile a vista presso una qualunque sede, succursale o agenzia della banca emittente e come per l'assegno bancario sarà necessario esibire un documento valido e, se richiesta, la presenza di un notaio. Non può essere al portatore in quanto equivarrebbe ad autorizzare le banche a produrre banconote. Il diritto del beneficiario a riscuotere la somma indicata sull'assegno circolare è però trasferibile mediante girata (se di importo inferiore ad € 12.500,00; per importi superiori l'assegno deve essere, come detto, non trasferibile).
Al fine di garantire i beneficiari degli assegni circolari, gli stessi indicano l'importo massimo per il quale possono essere emessi.
Un'altra garanzia è data dal fatto che ogni istituto che li emette deve depositare una cauzione presso la Banca Centrale proporzionata all'ammontare dei titoli emessi.
L'ASSEGNO BANCARIO
L'assegno bancario è uno strumento di pagamento (da ricomprendersi fra i titoli di credito) che consente al titolare di un conto corrente bancario il pagamento di una somma ad un altro soggetto o a se stesso. Il primo assegno bancario fu emesso dalla "Hoare's banck" di Londra nel 1763. In Italia diverse disposizioni di legge trattano dell'assegno bancario, la norma organica in materia è il Regio Decreto 21 dicembre 1933 n° 1736.
Vi sono due condizioni affinché un assegno bancario sia valido:
* Il rapporto di provvista ovvero la presenza della somma di denaro all'interno del conto (altrimenti l'assegno viene considerato scoperto)
* La concessione da parte della banca di emettere assegni (convenzione assegno)
Fisicamente, gli assegni bancari sono moduli compilabili raccolti in libretti distribuiti dagli stessi enti bancari in cui deve essere indicata la denominazione ed indirizzo della banca trattaria. Compete al soggetto che emette l'assegno l'indicazione di:
* Data e luogo riguarda i giorni di valuta. La data che si scrive sull'assegno indica l'ultimo giorno in cui la banca paghera al correntista gli interessi per quella cifra
* Importo da pagare deve essere indicato in cifre e in lettere. In entrambi i casi la cifra deve terminare con l'indicazione dei centesimi
* Nome del soggetto a cui è destinata la somma
* Firma di colui che l'ha emesso
La banca può rifiutare di pagare un assegno se esso non è stato compilato secondo precisi criteri (rifiuto di traenza). L'importo in numeri deve essere indicato con virgola seguita da due decimali (00 se è una cifra tonda). Prima del numero e dopo l'ultima cifra decimale è consigliabile apporre una barra del tipo "#" ("sharp" o segno di "cancelletto") per impedire a terzi la modifica dell'importo. Analoga è la modalità di compilazione dell'importo in lettere: in particolare, in lettere deve essere indicato la parte intera della somma seguita dal segno "/" e dalla parte decimale in cifre (anche se è inserita nel campo dedicato alla scrittura letterale).
In caso di diversa indicazione dell'importo, legislativamente prevale la parte letterale ma è ormai consuetudine rifiutare l'assegno e farlo rinegoziare dal beneficiario dopo le opportune modifiche da parte del traente (colui che emette l'assegno).
Gli utenti che firmano assegni scoperti e che non provvedono a coprirli entro i termini di legge vengono protestati qualora il titolo sia stato presentato per tempo all'incasso. I nominativi sono iscritti nella Centrale d'allarme Interbancario (CAI) se entro sessanta giorni non provvedono a pagare l'assegno comprensivo della penale (10% dell'importo facciale) + interessi oneri e accessori. L'iscrizione alla CAI comporta l'interdizione ad emettere assegni per un periodo di 6 mesi. In passato la firma di assegni scoperti era un reato, attualmente ha natura di illecito amministrativo.
Vi sono due condizioni affinché un assegno bancario sia valido:
* Il rapporto di provvista ovvero la presenza della somma di denaro all'interno del conto (altrimenti l'assegno viene considerato scoperto)
* La concessione da parte della banca di emettere assegni (convenzione assegno)
Fisicamente, gli assegni bancari sono moduli compilabili raccolti in libretti distribuiti dagli stessi enti bancari in cui deve essere indicata la denominazione ed indirizzo della banca trattaria. Compete al soggetto che emette l'assegno l'indicazione di:
* Data e luogo riguarda i giorni di valuta. La data che si scrive sull'assegno indica l'ultimo giorno in cui la banca paghera al correntista gli interessi per quella cifra
* Importo da pagare deve essere indicato in cifre e in lettere. In entrambi i casi la cifra deve terminare con l'indicazione dei centesimi
* Nome del soggetto a cui è destinata la somma
* Firma di colui che l'ha emesso
La banca può rifiutare di pagare un assegno se esso non è stato compilato secondo precisi criteri (rifiuto di traenza). L'importo in numeri deve essere indicato con virgola seguita da due decimali (00 se è una cifra tonda). Prima del numero e dopo l'ultima cifra decimale è consigliabile apporre una barra del tipo "#" ("sharp" o segno di "cancelletto") per impedire a terzi la modifica dell'importo. Analoga è la modalità di compilazione dell'importo in lettere: in particolare, in lettere deve essere indicato la parte intera della somma seguita dal segno "/" e dalla parte decimale in cifre (anche se è inserita nel campo dedicato alla scrittura letterale).
In caso di diversa indicazione dell'importo, legislativamente prevale la parte letterale ma è ormai consuetudine rifiutare l'assegno e farlo rinegoziare dal beneficiario dopo le opportune modifiche da parte del traente (colui che emette l'assegno).
Gli utenti che firmano assegni scoperti e che non provvedono a coprirli entro i termini di legge vengono protestati qualora il titolo sia stato presentato per tempo all'incasso. I nominativi sono iscritti nella Centrale d'allarme Interbancario (CAI) se entro sessanta giorni non provvedono a pagare l'assegno comprensivo della penale (10% dell'importo facciale) + interessi oneri e accessori. L'iscrizione alla CAI comporta l'interdizione ad emettere assegni per un periodo di 6 mesi. In passato la firma di assegni scoperti era un reato, attualmente ha natura di illecito amministrativo.
IL LIBRETTO DI RISPARMIO
Il Libretto di risparmio è un supporto cartaceo fornito dalle banche dopo l'apertura di un deposito a risparmio. Al suo interno vengono riportate tutte le operazioni contabili effettuate dal cliente (prelievi, versamenti) o dall'istituto di credito per conto proprio (interessi o spese) o di terzi (accredito della pensione, imposta di bollo).
A differenza di un normale conto corrente, il libretto di risparmio ha una operatività molto limitata. Alcune banche offrono comunque un minimo garantito di servizi, quali l'accredito della pensione o il rilascio di una carta di debito utilizzabile in qualunque sportello bancomat. Sul libretto di risparmio non è possibile, mai ed in alcun modo, superare la capienza e quindi sconfinare (andare in rosso) rispetto al saldo del deposito.
I libretti di risparmio si distinguono tra i nominativi e quelli al portatore. I primi sono associati a persone fisiche e prevedono l'esistenza di cointestatari e delegati, i secondi non sono collegati con l'utilizzatore e possono quindi essere adoperati da chiunque ne detenga il possesso. Per la legge italiana antiriciclaggio questi ultimi non possono avere un saldo superiore a 12.500 euro e per la legge sugli accertamenti bancari, chiunque si presenti allo sportello per operare in qualunque modalità con un libretto al portatore deve presentare un documento di identità e il codice fiscale.
Dal 30 aprile 2008, in seguito alle modifiche del Governo Prodi alla legge antiriciclaggio, non è più possibile avere libretti di deposito al portatore per un importo pari o superiore a 5.000 euro. Con il decreto legge nr.112 del 25/06/2008 questa soglia è stata riportata a 12.500.
A differenza di un normale conto corrente, il libretto di risparmio ha una operatività molto limitata. Alcune banche offrono comunque un minimo garantito di servizi, quali l'accredito della pensione o il rilascio di una carta di debito utilizzabile in qualunque sportello bancomat. Sul libretto di risparmio non è possibile, mai ed in alcun modo, superare la capienza e quindi sconfinare (andare in rosso) rispetto al saldo del deposito.
I libretti di risparmio si distinguono tra i nominativi e quelli al portatore. I primi sono associati a persone fisiche e prevedono l'esistenza di cointestatari e delegati, i secondi non sono collegati con l'utilizzatore e possono quindi essere adoperati da chiunque ne detenga il possesso. Per la legge italiana antiriciclaggio questi ultimi non possono avere un saldo superiore a 12.500 euro e per la legge sugli accertamenti bancari, chiunque si presenti allo sportello per operare in qualunque modalità con un libretto al portatore deve presentare un documento di identità e il codice fiscale.
Dal 30 aprile 2008, in seguito alle modifiche del Governo Prodi alla legge antiriciclaggio, non è più possibile avere libretti di deposito al portatore per un importo pari o superiore a 5.000 euro. Con il decreto legge nr.112 del 25/06/2008 questa soglia è stata riportata a 12.500.
IL FIDO BANCARIO
Il fido bancario, o affidamento, è definito come l'impegno assunto da una banca a mettere una somma a disposizione del cliente, o di assumere per suo conto un'obbligazione nei confronti di un terzo.
Un fido bancario può essere concesso sia ad un privato che ad un'azienda, tuttavia è quest'ultima la categoria che ricorre maggiormente al credito bancario.
Gli affidamenti bancari vengono concessi dagli istituti di credito a seguito di una complessa istruttoria che di norma ha ad oggetto sia i profili reddituali che quelli patrimoniali del soggetto richiedente al fine di stabilire la capacità di restituzione del credito concesso (profilo reddituale) e la solidità finanziaria (profilo patrimoniale).
Gli affidamenti bancari si articolano in diverse forme tecniche che potremmo riassumere nelle seguenti categorie:
1. Fidi di cassa ed assimilati: si tratta principalmente del classico scoperto di conto corrente, la linea di credito più utilizzata, e anche più costosa per il cliente. Essa consente di avere un'apertura di credito sul proprio conto corrente, che si esplicita nella possibilità per il cliente di utilizzare in qualsiasi momento ed in qualsiasi modo le somme messe a disposizione da parte dell'istituto di credito affidante, di norma senza preavviso e senza particolari obblighi di restituzione in termini temporali. Si tratta sicuramente di una linea di credito comoda per l'impresa o il privato che ne beneficia, tuttavia le banche affidanti preferiscono un utilizzo elastico di detta linea di credito, e tendono a ridurre o a revocare gli affidamenti caratterizzati da utilizzi pieni e statici.
2. Smobilizzo crediti, definito anche come castelletto bancario: è una categoria piuttosto ampia che riguarda quelle linee di credito che consentono lo smobilizzo dei crediti che il soggetto richiedente vanta nei confronti di soggetti terzi. In tale categoria si ravvisano principalmente le seguenti tipologie di affidamento:
1. i fidi c.d. di portafoglio composti da anticipo, sconto e credito effetti, dove si intendono per effetti le ricevute bancarie e le classiche cambiali
2. l'anticipo fatture, a sua volta articolato in anticipo fatture con cessione e senza cessione del credito.
3. Fidi di firma: si tratta di garanzie prestate dall'istituto di credito a favore di terzi per conto del soggetto richiedente, la forma tecnica più diffusa è sicuramente la fideiussione bancaria.
4. Fidi estero: rientrano in questa categoria tutte quelle linee di credito che consentono di supportare un'azienda nella sua attività commerciale con l'estero. Si evidenziano in tale categoria gli anticipi di fatture all'esportazione, le lettere di credito, i finanziamenti all'importazione.
5. Fidi per derivati: è una categoria molto in voga negli ultimi anni in quanto riguarda tutte quelle linee di credito necessarie per supportare l'operatività in derivati (ad es. futures, options, swap).
6. Finanziamenti: si tratta di tutte quelle operazioni di finanziamento a breve, medio o lungo termine caratterizzate dall'erogazione di una somma capitale e dal rimborso effettuato mediante un piano di ammortamento prefissato. I più diffusi in tale categoria sono i mutui ipotecari e chirografari.
Le aziende richiedono ed utilizzano le diverse linee di credito a seconda della particolare esigenza da finanziare e a seconda della struttura e della strategia finanziaria pianificata.
Un fido bancario può essere concesso sia ad un privato che ad un'azienda, tuttavia è quest'ultima la categoria che ricorre maggiormente al credito bancario.
Gli affidamenti bancari vengono concessi dagli istituti di credito a seguito di una complessa istruttoria che di norma ha ad oggetto sia i profili reddituali che quelli patrimoniali del soggetto richiedente al fine di stabilire la capacità di restituzione del credito concesso (profilo reddituale) e la solidità finanziaria (profilo patrimoniale).
Gli affidamenti bancari si articolano in diverse forme tecniche che potremmo riassumere nelle seguenti categorie:
1. Fidi di cassa ed assimilati: si tratta principalmente del classico scoperto di conto corrente, la linea di credito più utilizzata, e anche più costosa per il cliente. Essa consente di avere un'apertura di credito sul proprio conto corrente, che si esplicita nella possibilità per il cliente di utilizzare in qualsiasi momento ed in qualsiasi modo le somme messe a disposizione da parte dell'istituto di credito affidante, di norma senza preavviso e senza particolari obblighi di restituzione in termini temporali. Si tratta sicuramente di una linea di credito comoda per l'impresa o il privato che ne beneficia, tuttavia le banche affidanti preferiscono un utilizzo elastico di detta linea di credito, e tendono a ridurre o a revocare gli affidamenti caratterizzati da utilizzi pieni e statici.
2. Smobilizzo crediti, definito anche come castelletto bancario: è una categoria piuttosto ampia che riguarda quelle linee di credito che consentono lo smobilizzo dei crediti che il soggetto richiedente vanta nei confronti di soggetti terzi. In tale categoria si ravvisano principalmente le seguenti tipologie di affidamento:
1. i fidi c.d. di portafoglio composti da anticipo, sconto e credito effetti, dove si intendono per effetti le ricevute bancarie e le classiche cambiali
2. l'anticipo fatture, a sua volta articolato in anticipo fatture con cessione e senza cessione del credito.
3. Fidi di firma: si tratta di garanzie prestate dall'istituto di credito a favore di terzi per conto del soggetto richiedente, la forma tecnica più diffusa è sicuramente la fideiussione bancaria.
4. Fidi estero: rientrano in questa categoria tutte quelle linee di credito che consentono di supportare un'azienda nella sua attività commerciale con l'estero. Si evidenziano in tale categoria gli anticipi di fatture all'esportazione, le lettere di credito, i finanziamenti all'importazione.
5. Fidi per derivati: è una categoria molto in voga negli ultimi anni in quanto riguarda tutte quelle linee di credito necessarie per supportare l'operatività in derivati (ad es. futures, options, swap).
6. Finanziamenti: si tratta di tutte quelle operazioni di finanziamento a breve, medio o lungo termine caratterizzate dall'erogazione di una somma capitale e dal rimborso effettuato mediante un piano di ammortamento prefissato. I più diffusi in tale categoria sono i mutui ipotecari e chirografari.
Le aziende richiedono ed utilizzano le diverse linee di credito a seconda della particolare esigenza da finanziare e a seconda della struttura e della strategia finanziaria pianificata.
LA CARTA DI CREDITO
La carta di credito è uno strumento di pagamento, costituito da una carta plastificata con dispositivo per il riconoscimento dei dati identificativi del titolare e dell'istituto bancario o finanziario emittente. È detta anche moneta elettronica. Le sue dimensioni sono definite nello standard ISO/IEC 7810 ID01: 85,60 × 53,98 mm ed uno spessore di 0,76 mm.[1]
Il primo dispositivo applicato sulla carta è, da circa trent'anni, una banda magnetica; per far fronte ai bisogni crescenti di sicurezza e all'avanzare del fenomeno delle frodi, dal 1993 è stato applicato alla carta anche un microchip, rendendola una smart card. Rispetto alle carte con la sola banda magnetica, che non possono conservare i dati relativi al proprietario della carta in modo sicuro e hanno una capacità di memoria limitata, le smart card memorizzano le informazioni in modo sicuro per poi utilizzarle durante la transazione. Grazie ad una maggiore capacità di memoria e al microprocessore interno, le smart card possono essere utilizzate per accedere a più servizi, potendo essere memorizzati sulla stessa carta un maggior numero di dati (identificativi, di accesso, concorsi a punti ecc.); questa caratteristica propria delle smart card è chiamata "multi-applicazione". Invece, le carte con sola banda magnetica permettono in genere solo una o due funzioni di pagamento, quali l'accesso diretto al conto (carta di debito, bancomat) e/o l'accesso ad una linea di credito (carta di credito).
La carta di credito viene rilasciata da una banca o da un ente finanziario presso il quale un cliente detiene un conto corrente. L'utilizzo della disponibilità della carta varia quindi in funzione dell'affidabilità del cliente stesso.
Il primo dispositivo applicato sulla carta è, da circa trent'anni, una banda magnetica; per far fronte ai bisogni crescenti di sicurezza e all'avanzare del fenomeno delle frodi, dal 1993 è stato applicato alla carta anche un microchip, rendendola una smart card. Rispetto alle carte con la sola banda magnetica, che non possono conservare i dati relativi al proprietario della carta in modo sicuro e hanno una capacità di memoria limitata, le smart card memorizzano le informazioni in modo sicuro per poi utilizzarle durante la transazione. Grazie ad una maggiore capacità di memoria e al microprocessore interno, le smart card possono essere utilizzate per accedere a più servizi, potendo essere memorizzati sulla stessa carta un maggior numero di dati (identificativi, di accesso, concorsi a punti ecc.); questa caratteristica propria delle smart card è chiamata "multi-applicazione". Invece, le carte con sola banda magnetica permettono in genere solo una o due funzioni di pagamento, quali l'accesso diretto al conto (carta di debito, bancomat) e/o l'accesso ad una linea di credito (carta di credito).
La carta di credito viene rilasciata da una banca o da un ente finanziario presso il quale un cliente detiene un conto corrente. L'utilizzo della disponibilità della carta varia quindi in funzione dell'affidabilità del cliente stesso.
IL MUTUO
Il mutuo è un contratto mediante il quale una parte, detta mutuante, consegna all'altra, detta mutuataria, una somma di denaro o una quantità di beni fungibili, che l'altra si obbliga a restituire successivamente con altrettante cose della stessa specie e qualità.
Si tratta di un contratto reale e può essere sia a titolo gratuito che a titolo oneroso (detto anche mutuo feneratizio), che si perfeziona con la consegna al mutuatario. È inoltre un contratto tipico la cui nozione è accolta nel nostro ordinamento giuridico dall'art. 1813 del Codice Civile. La fattispecie regolata dall'art. 1813 è esclusivamente quella del mutuo gratuito, da non confondersi con i mutui finanziari, che possono validamente concludersi con il mero consenso.
Una tra le figure più diffuse nella prassi è il mutuo immobiliare, concesso per soddisfare esigenze di denaro in qualche modo collegate all'acquisto di un bene immobile per compravendita (o, nel caso di fabbricati, anche per costruzione).
Una particolare forma di mutuo immobiliare è il mutuo fondiario: si tratta di un mutuo immobiliare con particolari caratteristiche di durata (superiore a 18 mesi) e rapporto tra somma mutuata e valore della garanzia (non superiore all'80% secondo la legislazione vigente).
In applicazione della precedente normativa sul credito fondiario, mutuo fondiario poteva venir concesso soltanto da alcuni (pochi) istituti di credito espressamente autorizzati, che svolgevano tale attività in via principale o disponevano al loro interno di una apposita Sezione Autonoma di Credito Fondiario (SACF); in seguito, anche in considerazione della crescente presenza di operatori stranieri sul mercato specifico, tale forma tecnica è stata consentita a tutti gli intermediari finanziari.
Si tratta di un contratto reale e può essere sia a titolo gratuito che a titolo oneroso (detto anche mutuo feneratizio), che si perfeziona con la consegna al mutuatario. È inoltre un contratto tipico la cui nozione è accolta nel nostro ordinamento giuridico dall'art. 1813 del Codice Civile. La fattispecie regolata dall'art. 1813 è esclusivamente quella del mutuo gratuito, da non confondersi con i mutui finanziari, che possono validamente concludersi con il mero consenso.
Una tra le figure più diffuse nella prassi è il mutuo immobiliare, concesso per soddisfare esigenze di denaro in qualche modo collegate all'acquisto di un bene immobile per compravendita (o, nel caso di fabbricati, anche per costruzione).
Una particolare forma di mutuo immobiliare è il mutuo fondiario: si tratta di un mutuo immobiliare con particolari caratteristiche di durata (superiore a 18 mesi) e rapporto tra somma mutuata e valore della garanzia (non superiore all'80% secondo la legislazione vigente).
In applicazione della precedente normativa sul credito fondiario, mutuo fondiario poteva venir concesso soltanto da alcuni (pochi) istituti di credito espressamente autorizzati, che svolgevano tale attività in via principale o disponevano al loro interno di una apposita Sezione Autonoma di Credito Fondiario (SACF); in seguito, anche in considerazione della crescente presenza di operatori stranieri sul mercato specifico, tale forma tecnica è stata consentita a tutti gli intermediari finanziari.
IL CONTO CORRENTE
Il conto corrente di corrispondenza è uno strumento tecnico bancario che consente l'utilizzo di moneta bancaria ed elettronica.
Il conto corrente viene utilizzato sia da soggetti privati che dalle aziende. I primi lo adoperano principalmente per la canalizzazione dello stipendio, l'addebito delle utenze e come forma di risparmio. Le aziende lo utilizzano per convogliare i flussi di incassi e pagamenti nazionali ed internazionali.
Esso rientra nei cosiddetti contratti "tipici"; infatti nell'articolo 1823 del codice civile si trova la regolamentazione del conto corrente, con una distinzione fra conto corrente semplice e conto corrente di corrispondenza.
Il titolare di un conto corrente semplice può prelevare la somma solo alla scadenza, mentre nel conto corrente di corrispondenza il correntista ha l'esigibilità a vista delle somme in esso depositate.
Il conto corrente dà alla banca la possibilità di offrire al cliente diversi servizi come:
* carnet di assegni, utilizzabili come strumenti di pagamento in base alla "convenzione di assegno";
* domiciliazione delle utenze (RID);
* servizio bancomat, anche su circuiti internazionali Visa o MasterCard, pagamento FastPay su caselli autostradali o PagoBancomat su POS.
Trimestralmente o mensilmente la banca invia ai correntisti l'estratto conto, contenente informazioni del saldo liquido disponibile sul conto e un riepilogo dei movimenti effettuati. Esso si compone di cinque colonne: data di registrazione, data di valuta operazione, dare, avere, descrizione dell'operazione effettuata. L'estratto conto è molto importante per il cliente in quanto gli consente di verificare i movimenti effettuati e prendere visione del saldo.
Nel conto corrente si ravvisano 3 tipi di saldo: Il saldo liquido (positivo o negativo) viene determinato ordinando i diversi movimenti in funzione della valuta assegnata. Tale saldo è molto importante in quanto è quello utilizzato per il calcolo degli interessi creditori o debitori di pertinenza di uno specifico rapporto di conto. Il saldo contabile si determina ordinando i movimenti in base alla loro data di contabilizzazione. Il saldo disponibile viene determinato ordinando i movimenti in base alla data di maturazione della dispoibilità. Quindi il cliente potrà disporre di una determinata somma giacente sul c/c solo e soltanto nel momento in cui si ha la maturazione della disponibilità.
Esempio:
Se un cliente versa un assegno bancario di euro 1000 sul suo c/c in data 01/07/2009, supponendo che tale c/c preveda per il versamento degli assegni bancari l'applicazione di 3gg di valuta e 6gg di disponibilità avremo che: in data 01/07/2009 il saldo contabile del cliente sarà di euro 1000 mentre quello liquido e quello disponibile saranno pari a 0 in data 04/07/09 il saldo liquido del c/c diverrà pari ad euro 1000 pertanto da questo momento cominceranno a decorrere gli interessi creditori in data 07/07/2009 la somma di euro 1000 diviene disponibile pertanto solo a partire da questo momento il cliente ne potrà disporre.
In base all'articolo 119 del D.Lgs. 385/93, gli estratti conto si intendono approvati trascorsi 60 giorni dal ricevimento.
Gli istituti di credito italiani ormai prevedono diverse tipologie di conto corrente, a canone fisso o con il pagamento delle operazioni, registrando una sempre maggiore diffusione dei conti c.d. internet, ossia quei conti correnti, di norma a canone zero o comunque molto basso, che prevedono un'operatività mediante internet.
In prima istanza, ogni istituto risponde dei crediti vantati da terzi nei suoi confronti. In caso di difficoltà, le banche centrali hanno il potere di imporre fusioni, acquisizioni, aumenti di capitale sociale, ad altre banche, una "cordata di salvataggio" degli istituti in difficoltà. La Banca Centrale è responsabile di tutte le attività e passività degli istituti di credito operanti, o che hanno operato e terminato ogni attività, nel territorio nazionale. Da ultimo, lo Stato con il suo patrimonio è garante dell'esposizione del sistema bancario verso terzi.
Il conto corrente è una forma di risparmio universalmente tutelata dall'intervento statale. La Costituzione italiana prevede che la Repubblica tuteli il risparmio in tutte le sue forme. A giustificazione di questi interventi si considerano i costi sociali in termini di disordine pubblico, povertà e disoccupazione che provocherebbero una corsa agli sportelli, l'interruzione del credito alle imprese e ai cittadini.
I fondi di garanzia sono alimentati dagli Stati membri e dalle banche che vi hanno sede legale, limitatamente all'esposizione delle filiali nel territorio nazionale. Solamente a queste può imporre l'adesione al fondo: infatti, lo Stato non ha giurisdizione sulle filiali estere di banche aventi sede legale al suo interno, né sulle sedi nazionali di banche di diritto estero. Perciò, i fondi di garanzia coprono i depositi dei cittadini di uno Stato membro, presso filiali nazionali di banche aventi sede legale nello Stato.
Il conto corrente viene utilizzato sia da soggetti privati che dalle aziende. I primi lo adoperano principalmente per la canalizzazione dello stipendio, l'addebito delle utenze e come forma di risparmio. Le aziende lo utilizzano per convogliare i flussi di incassi e pagamenti nazionali ed internazionali.
Esso rientra nei cosiddetti contratti "tipici"; infatti nell'articolo 1823 del codice civile si trova la regolamentazione del conto corrente, con una distinzione fra conto corrente semplice e conto corrente di corrispondenza.
Il titolare di un conto corrente semplice può prelevare la somma solo alla scadenza, mentre nel conto corrente di corrispondenza il correntista ha l'esigibilità a vista delle somme in esso depositate.
Il conto corrente dà alla banca la possibilità di offrire al cliente diversi servizi come:
* carnet di assegni, utilizzabili come strumenti di pagamento in base alla "convenzione di assegno";
* domiciliazione delle utenze (RID);
* servizio bancomat, anche su circuiti internazionali Visa o MasterCard, pagamento FastPay su caselli autostradali o PagoBancomat su POS.
Trimestralmente o mensilmente la banca invia ai correntisti l'estratto conto, contenente informazioni del saldo liquido disponibile sul conto e un riepilogo dei movimenti effettuati. Esso si compone di cinque colonne: data di registrazione, data di valuta operazione, dare, avere, descrizione dell'operazione effettuata. L'estratto conto è molto importante per il cliente in quanto gli consente di verificare i movimenti effettuati e prendere visione del saldo.
Nel conto corrente si ravvisano 3 tipi di saldo: Il saldo liquido (positivo o negativo) viene determinato ordinando i diversi movimenti in funzione della valuta assegnata. Tale saldo è molto importante in quanto è quello utilizzato per il calcolo degli interessi creditori o debitori di pertinenza di uno specifico rapporto di conto. Il saldo contabile si determina ordinando i movimenti in base alla loro data di contabilizzazione. Il saldo disponibile viene determinato ordinando i movimenti in base alla data di maturazione della dispoibilità. Quindi il cliente potrà disporre di una determinata somma giacente sul c/c solo e soltanto nel momento in cui si ha la maturazione della disponibilità.
Esempio:
Se un cliente versa un assegno bancario di euro 1000 sul suo c/c in data 01/07/2009, supponendo che tale c/c preveda per il versamento degli assegni bancari l'applicazione di 3gg di valuta e 6gg di disponibilità avremo che: in data 01/07/2009 il saldo contabile del cliente sarà di euro 1000 mentre quello liquido e quello disponibile saranno pari a 0 in data 04/07/09 il saldo liquido del c/c diverrà pari ad euro 1000 pertanto da questo momento cominceranno a decorrere gli interessi creditori in data 07/07/2009 la somma di euro 1000 diviene disponibile pertanto solo a partire da questo momento il cliente ne potrà disporre.
In base all'articolo 119 del D.Lgs. 385/93, gli estratti conto si intendono approvati trascorsi 60 giorni dal ricevimento.
Gli istituti di credito italiani ormai prevedono diverse tipologie di conto corrente, a canone fisso o con il pagamento delle operazioni, registrando una sempre maggiore diffusione dei conti c.d. internet, ossia quei conti correnti, di norma a canone zero o comunque molto basso, che prevedono un'operatività mediante internet.
In prima istanza, ogni istituto risponde dei crediti vantati da terzi nei suoi confronti. In caso di difficoltà, le banche centrali hanno il potere di imporre fusioni, acquisizioni, aumenti di capitale sociale, ad altre banche, una "cordata di salvataggio" degli istituti in difficoltà. La Banca Centrale è responsabile di tutte le attività e passività degli istituti di credito operanti, o che hanno operato e terminato ogni attività, nel territorio nazionale. Da ultimo, lo Stato con il suo patrimonio è garante dell'esposizione del sistema bancario verso terzi.
Il conto corrente è una forma di risparmio universalmente tutelata dall'intervento statale. La Costituzione italiana prevede che la Repubblica tuteli il risparmio in tutte le sue forme. A giustificazione di questi interventi si considerano i costi sociali in termini di disordine pubblico, povertà e disoccupazione che provocherebbero una corsa agli sportelli, l'interruzione del credito alle imprese e ai cittadini.
I fondi di garanzia sono alimentati dagli Stati membri e dalle banche che vi hanno sede legale, limitatamente all'esposizione delle filiali nel territorio nazionale. Solamente a queste può imporre l'adesione al fondo: infatti, lo Stato non ha giurisdizione sulle filiali estere di banche aventi sede legale al suo interno, né sulle sedi nazionali di banche di diritto estero. Perciò, i fondi di garanzia coprono i depositi dei cittadini di uno Stato membro, presso filiali nazionali di banche aventi sede legale nello Stato.
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